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VERSIONE ITALIANA



CHE VOGLIAMO RACCONTARTI

Il termine DIY (abbreviazione di Do It Yourself) contiene in se stesso le radici di un pensiero profondo, di uno stile che si presenta come la risposta al mondo “mainstream”. Durante gli anni ’70, gli artisti statunitensi iniziarono a sviluppare una rete di contatti alternativi in tutto il territorio americano. Grazie a tale iniziativa, i gruppi scambiavano concerti in città differenti, distribuivano i loro dischi, offrivano le loro case ai musicisti erranti. Tutto nella totale assenza di vincoli discografici, managers o agenzie di pubblicità. Dal processo organizzativo fino al momento del concerto, passando per la fase di promozione e logistica, il passa parola era il mezzo più efficace.

 

Negli anni ’90, le grandi case discografiche si accorsero che i gruppi più alternativi offrivano grandi opportunità di commercio e poco a poco li assorbirono tutti. Oggi giorno parlare di band indipendenti e di stile indie è cosa facile; si tratta invece di “mainstream” con grandi investimenti da parte di etichette multinazionali. Sotto questa superficie, con apparenza di autenticità, risuona l’eco degli accordi DIY, il “fai da te” perché vuoi farlo. Inoltre, anche se vorrebbero che credessimo il contrario, si può fare.

 

Attualmente, assistiamo ad un risorgimento di questa cultura che si estende con forza nel vecchio continente. Il movimento musicale underground cresce esponenzialmente in tutta Europa: il numero di etichette e gruppi aumenta, le produzioni anche.

Il progetto nasce dall’esigenza di mostrare una filosofia sotterranea che caratterizza il mondo artistico contemporaneo, con un’inclinazione particolare alla scena musicale europea. Sentiamo la necessità vitale di mostrare gli abissi di un movimento libero da legami, che permette una libertà totale nella creazione.

 

Questo documentario difende questa filosofia ed è costruito conforme a essa. I musicisti sono capaci di poter organizzare un progetto del tutto autonomamente.

Non si necessitano etichette importanti o illustri managers.

Ognuno è il manager di se stesso con la convinzione che nessuno potrebbe farlo meglio di se stesso. Una sfida alla modernità: come sopravvivere nell’epoca attuale non essendo un musicista allineato.    

L’assenza di vincoli contrattuali crea automaticamente una certa libertà nello stile compositivo.

 

All’interno del documentario, il movimento DIY sarà rappresentato attraverso interviste con le migliori band europee. Si spiegherà come nasce un’etichetta, come nasce un contatto tra i gruppi o tra gruppi ed etichette, come si organizza un tour, come si produce un disco.

 

I temi sono divisi in 5 macro aree:

1. Concetti generali della filosofia DIY: si analizzeranno le radici del movimento. Anche se non esiste una definizione accademica del termine (tanto nella vita come nella musica), è possibile identificare caratteristiche e modi di attuare comuni grazie alla testimonianza degli stessi attori implicati.

2. Stile musicale: l’assenza di vincoli contrattuali e di figure come managers, produttori e direttori d’arte permette una totale libertà nel momento compositivo. In quest’area, si mostrerà come e perché le idee variano dal rock complicato e matematico al puro no-wave, dalla musica più dura al blues.

3. Gruppi ed etichette: è necessario rilevare il rapporto che intercorre tra gruppi e tra gruppi ed etichette nei circoli alternativi. La base è costituita da valori basilari, di rispetto, ammirazione e cooperazione al fine di un obiettivo comune, che permettono di creare un ecosistema musicale che sopravvive a livello europeo. Mostreremo anche le caratteristiche differenti tra un gruppo mainstream e uno underground, tra un’etichetta alternativa, minuta e produttrici multinazionali di taratura mondiale.

4. Produzione e distribuzione: come si distribuisce la musica e quali sono i preventivi medi di produzione.

5. Tour e concerti: scoprire come ogni gruppo costruisce il suo tour attraverso una ragnatela di contatti. Grazie alle loro stesse esperienze personali, vedremo dove suonano, come dormono, quanto guidano, le loro cene. L’intimità dei concerti, l’interazione costante con il pubblico, la vicinanza che si crea a ritmo di batture musicali, il feedback no-stop.

 

“WE ARE HERE”

Da ottobre abbiamo iniziato a riprendere concerti live e interviste, sfruttando vari eventi a Barcellona.

Disponiamo della collaborazione di cameraman e intervistatori all’estero, concretamente, in Inghilterra, Francia, Italia e Germania, che ci permettono coordinare il lavoro in scala europea. Riceviamo materiale in alta definizione grazie alla collaborazione degli stessi gruppi, che ci offrono i video dei loro tour.

A marzo prevediamo la realizzazione di un tour europeo che ci permetterà di intervistare e convivere con i principali rappresentanti della scena DIY.

Tra maggio e giugno, ci proponiamo di terminare le riprese e iniziare la fase finale di edizione.

 

Fino ad ora hanno partecipato progetti musicali come Stig Noise (UK), Familea Miranda (CHILE), Barberos (UK), Common Deflection Problems (ES/ITA), Vialka (FRA), Silent Front (UK), Nitkowski (UK); etichette come PostMusic (UK), Human Feather (ES/ITA); promotori come Ojalá este mi Bici (ES), Doubledgescissor (UK), Anteojos Booking (ES).

 

Abbiamo in programma le collaborazioni di progetti musicale come ZA! (ES), ZU (ITA), Sabot (CZE), Dispo (ITA), Le Singe Blanc (FRA), Schnaak (GER), Don Vito (GER), Picore (ES), Ovo (ITA); etichette come Discorporate Rec. (GER), Brigadisco Rec. (ITA), AfricanTape (FRA), BCore (ES), Lemming Rec. (ITA), Bar la Muerte (ITA), Function Rec. (UK); promotori come DisorderDrama (ITA), Eine Welt Aus Hack (GER), C.A.GA. (ITA), End of Radio (UK), Le Bureau Detonant (FRA).

 

COLLABORA CON IL PROGETTO!

 

Cerchiamo il finanziamento minimo per realizzare il progetto.

Il preventivo è di 2500 euro. Questa è una stima per coprire le spese di produzione del documentario.

Concretamente, vogliamo assicurarci di poter far fronte ai costi delle riprese durante il tour europeo, il master, spese di logistica e amministrazione.

 

Non abbiamo incluso la somma necessaria per affittare un set di registrazione audio professionale, tutte le offerte al di là del limite menzionato precedentemente, saranno destinate a questo proposito e ci saranno di grande aiuto.

 

TRAIETORIA

Il nostro documentario mostra il “giorno dopo giorno” della filosofia contemporanea dell’underground in Europa. Questo viaggio non è incentrato su un gruppo in concreto ma cerca di ricostruire il puzzle della scena DIY  a partire dalle persone che fanno parte del movimento.

 

Il documentario persegue uno stile audiovisuale che trasmetta la sensazione di vivere l’esperienza in prima persona, senza artifizi e tranelli.

Non utilizzeremo nessun tipo di luce esterna, non utilizzeremo il cavalletto, non organizzeremo previamente nessun set e le interviste si condurranno spontaneamente con camera in mano/spalla. Intervisteremo musicisti, organizzatori, amici che collaborano nel movimento e il pubblico dei concerti; tutte saranno necessarie per spiegare la filosofia DIY.

 

CHI SIAMO

Antonio Iannola - Direzione /Produzione/Copione
Anna Auquer - Produzione/Aiutante di direzione
Lluís Tudela - Fotografia
Sara Giux – Operatore di camera
Lucio Versaggi - Operatore di camera

Marcello Orlando - Operatore di camera
Alex Sardà - Operatore di camera
Pol Roig - Copione /Audio
Gabriel Beretta - Operatore di camera


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